Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

26 mag 2013

Le passioni dell'anima - Renato Cartesio (1649)


"Del resto l'animo può avere i suoi piaceri a parte, ma quelli che gli sono comuni col corpo dipendono interamente dalle passioni, di modo che gli uomini che esse agitano di più, sono capaci di meglio gustare la dolcezza di questa vita. È vero che essi possono anche trovarvi maggiore amarezza, quando non le sanno bene impiegare, e quando la fortuna è loro contraria. Ma la saggezza è principalmente utile in quanto insegna a rendersene talmente maestri, e a maneggiarle con tanta destrezza che i mali da esse causati sono sopportabilissimi, e da tutte si ricava della gioia".

Ultima opera di Cartesio, "Le passioni" è una fatica che continua e meglio definisce un lavoro che è costato tutta una vita di speculazioni. È un trattato morale composto da 212 pensieri che innanzitutto si pone una domanda che tanto, da Cartesio in poi, ha fatto scervellare i filosofi moderni: tra res cogitans e res extensa, tra due dimensioni così differenti, tra le passioni che trovano sede nell'anima e le conseguenti azioni che si esprimono per mezzo del corpo, come può esserci un contatto? Come può esserci una comunicazione istantanea tra loro che, apparentemente, sono così distanti? Siamo dunque di fronte al grande problema che il noto dualismo cartesiano ha posto e che molto ha influenzato e distratto la filosofia moderna. Nel descrivere siffatto difficile dialogo, Cartesio si fa fisiologo. Accettata la corretta teoria di Harvey sulla circolazione del sangue, il filosofo individua nel cuore la sorgente delle passioni e presuppone che parte del sangue sia un fluido sottile composto da, non ridete, ‘spiriti animali’. Questi entrano in contatto con la sostanza pensante in un luogo del cervello, la ghiandola pineale, e fluiscono lungo i canali nervosi per muovere i muscoli e le altre parti del corpo. Azione e Passione, in fondo, sono la stessa cosa. È diversa, invece, la loro espressione, la loro epifania. Ecco perché, quindi, è necessario spiegare la differenza tra anima e corpo e definire tra essi un ponte che li raccordi in un unico soggetto. Sebbene i riferimenti alla circolazione del sangue siano validi, la descrizione fisiologica del corpo umano ha un impianto galenico e non avremmo difficoltà a definirla come una coraggiosa, non c’è dubbio, opera di metafisica della fisiologia.
Naturalmente per Cartesio esistono passioni semplici e passioni composte che si formano dalle prime. Il filosofo dedica un'ampia parte alla trattazione di questo argomento. Brevi lampi di materialismo brillano qua e là nel cielo buio della metafisica, ma Cartesio (come spesso i metafisici), anziché percorrere occamianamente la strada più semplice, sceglie la tortuosità dei sentieri inutili che si perdono nella desolazione di una notte senza luna e senza stelle.
Esaurito il capitolo propedeutico e più importante, la seconda parte (l’opera è suddivisa in tre grandi capitoli) è dedicata alla spiegazione delle sei passioni fondamentali. Le definizioni di Ammirazione, Amore, Odio, Desiderio, Gioia, Tristezza sono secche, puntuali, scientifiche nella loro vivisezione alla ricerca di passioni vicine e in relazione tra loro. Qui è interessante notare quanta partecipazione scientifica ci metta Cartesio nel tentativo di dimostrare le sue tesi. 
La terza e ultima parte, invece, si concentra sulle passioni particolari come specie dei generi delle passioni primitive. È un trattato morale si scriveva poc’anzi e non mancano vecchi e ormai obsoleti giudizi morali quando Cartesio suddivide le passioni e i sentimenti in virtuose o viziose. Quanta filosofia è passata da allora…

Al di là dell'arcaica dimensione fisiologica, al lettore di oggi l'opera pubblicata dall’autorevole Casa Editrice Rocco Carabba  potrebbe apparire metafisica; una metafisica che però, poiché nella sua natura, non risolve alcun problema, ma che anzi crea nuove, affascinanti e sempre più insormontabili complicazioni.

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