Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

12 mag 2013

I versi aurei. I simboli, le lettere - P.S. Pitagora (VI sec. a. C.)


"Dicono altri che, rovinando in preda alle fiamme la casa dove si trovavano uniti, gli amici suoi, gettatisi nelle fiamme aprirono una via di uscita al maestro, facendo coi loro corpi come un ponte sul fuoco; e che, uscito in salvo Pitagora dall'incendio, per la tristezza dell'essere solo senza i suoi amici, si togliesse da sé medesimo la vita".

In questo volume, la prestigiosa Casa Editrice Rocco Carabba ci presenta il breviario del pensiero di un filosofo, Pitagora, probabilmente vissuto nel VI sec. a. C., di cui però non conosciamo nessuno scritto in modo diretto. Questi pubblicati, infatti, dovrebbero risalire al II sec. d. C., quando il neoplatonismo tentò di recuperare un pensiero comodo e utile per una certa visione del mondo. Preziosa quindi risulta l’introduzione di Pesenti che inquadra la figura dell'autore e dell'opera nei diversi contesti storici interessati al pensiero del filosofo di Samo.
"I versi aurei", così come i "Simboli", altro non sono che un catalogo di regole etiche che, alla fine, hanno il compito di rendere l'uomo degno di essere immortale dopo la morte. È la solita solfa, non dedicarti al piacere, al peccato (e anche mangiare fave può essere molto pericoloso), vivi la vita senza estremismi, senza sbavature, vivi la vita come se fossi un santo - e quindi non da essere umano - e avrai in premio qualcosa quando non ci sarai più. È vero però che quelle pitagoriche non sono regole che hanno un sapore vetusto, di vino andato a male; la tradizione cristiana ne ha fatto tesoro e ha esercitato prepotentemente il divieto di vivere il piacere come regola aurea che ancora oggi tenacemente sopravvive. Tuttavia, volenti o nolenti, figli nietzschiani, del relativismo e del postmoderno avvertiamo un odore stantio, di zolfo, mefistofelico. Non c’è dubbio che alcune norme sono dettate dal buon senso, ma altre sono oggi così ridicole da far sorridere. Il lettore contemporaneo, al di là della importanza storica del documento, si divertirà a confrontarle con il metro della storia, per misurare quanto, in sede morale, sia mutato e quanto invece tuttora resiste.
Il volume, inoltre, è integrato dalle "Lettere" (ad Anassimene, a Ierone, a Telauge) composte in età tarda da autori ignoti, ma firmate con il finto nome di Pitagora. Forse, però, gli scritti più interessanti sono le diverse celebri biografie sul filosofo antico. La prima è di Porfirio, la seconda è di Giamblico, mentre la terza è di un Anonimo foziano. In esse si nota tutta la nebulosa leggendaria che gravita attorno alla figura del filosofo di Samo. Sembra quasi di leggere la descrizione di un mago, di uno sciamano antico capace di miracoli e di prodigi. Le diverse biografie si completano tra loro, aggiungendo dettagli, eventi incredibili che magari sono stati tralasciati negli altri scritti sulla vita di Pitagora.
Infine il volume propone anche gli "Estratti dal commento di Ierocle ai versi aurei". Commenti primitivi se vogliamo, ma che aggiungono colore a un pensiero e a un autore ancora da scoprire.
Opera dunque di importanza capitale per la nostra storia, nella quale si può leggere l'intenzione di legare la tradizione antica con lo sforzo sincretico della filosofia cristiana, bisognosa di aiuti retorici e autorevoli.

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