Su Lorenzo Respighi (Cortemaggiore, 1824 - Roma, 1889) le informazioni sono scarse, limitate a pochi cenni biografici online, a qualche articolo pubblicato su riviste locali e nulla più. Eppure, siamo di fronte a un eminente scienziato che ha tracciato sentieri di notevole valore scientifico. Astronomo tra i più insigni del suo tempo, Respighi è stato una figura di fondamentale importanza che oggi meriterebbe di essere rivalutata. Nonostante la sua poca notorietà, oscurato dalla fama di celebri contemporanei come Padre Angelo Secchi, Giovanni Schiaparelli, Pietro Tacchini — alcuni dei più celebri astronomi italiani della seconda metà dell'Ottocento — l'astronomo piacentino ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'astronomia, e non è solo giusto, ma anche doveroso ricordarlo.
Meticoloso nella raccolta e nell'elaborazione dei dati, Respighi è ricordato soprattutto per i suoi studi sulla declinazione (che gli permisero di compilare due cataloghi stellari con la posizione media di oltre 2500 stelle), per l'invenzione del prisma obiettivo (probabilmente la sua invenzione più importante, uno strumento che segnò storicamente il successo degli studi spettroscopici), per le sue scoperte cometarie e per gli studi sulla cromosfera del Sole durante l'osservazione di un'eclissi totale in India nel 1871.
Scienziato poliedrico, non si dedicò solo all'astronomia, ma anche alla matematica, alla geodetica, alla fisiologia e alla meteorologia, contribuendo significativamente alla storia della scienza. Tuttavia, fu anche un uomo che in qualche modo subì gli eventi storici del suo tempo, in particolare quelli del Risorgimento. Basti pensare che nel 1864, per non aver giurato fedeltà al re Vittorio Emanuele II e allo Statuto del Regno d'Italia (avendo già giurato fedeltà al papa Pio IX, e da uomo d'onore quale era, un secondo giuramento gli sembrava disonesto), fu allontanato dalla direzione dell'osservatorio di Bologna, dopo l'annessione della città pontificia al Regno d'Italia.
Lorenzo Respighi visse anche dolorosi lutti: la morte dei genitori in tenera età, la perdita del fratello maggiore durante gli anni da liceale a Parma e la morte della prima moglie, Carolina, dopo pochi anni dal matrimonio. Eppure, da quanto emerge dal prezioso volume proposto dagli autori, sembra che fosse un uomo dal forte senso della famiglia, onesto, nobile d'animo e con un forte desiderio di stabilità. Le sue scoperte, unite all'accuratezza del suo metodo (che traspare facilmente leggendo i suoi articoli scientifici spesso citati nel volume), sono ragioni più che sufficienti per auspicare una maggiore attenzione da parte degli storici della scienza sulla figura di Lorenzo Respighi, sottolineandone l'importanza storica al pari di Secchi, Lorenzoni, Tacchini e Schiaparelli.
L'illustre scienziato piacentino è ottimamente raccontato in questo prezioso libro, che colma, finalmente, una lacuna importante. In copertina, inoltre, appare anche una mia foto.
Grazie!