Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

26 set 2014

Giulio Cesare - William Shakespeare (Teatro - 1599)

"Preferireste che Cesare fosse vivo, per morire voi tutti quanti schiavi, o che Cesare fosse morto, per vivere voi tutti quanti liberi? Poiché Cesare mi amava, io piango per lui; poiché gli arrise la fortuna, io ne gioisco; poiché era valoroso, io lo onoro; ma poiché era ambizioso, io l'ho ucciso".

Tragedia storico - politica, questo gioiello shakespeariano rievoca lo scontro tra due schieramenti politici, repubblicano e monarchico, incarnati il primo da Cassio e Bruto e il secondo da Cesare. La politica dunque al centro di tutto. Ma che cos'è la politica - ecco la geniale intuizione di Shakespeare - se non una recita? Se non persuasione? Se non retorica?
La storia ha inizio con la celebrazione del trionfo di Cesare per la vittoria ottenuta a Munda; una vittoria che ne esalta le ambizioni e le presunzioni. Cassio e Bruto, amici dell’uomo e insieme di Roma, si contrappongono a Cesare sentendosi del tutto simili a lui, forse pure superiori, e, invidiosi, non si capacitano del perché il loro amico tirannico è osannato dal popolo. Decidono, nonostante i tormenti dell'animo, di ucciderlo nelle idi di marzo. E in una continua ricerca del consenso (è una tragedia politica come si scriveva prima) i due assassini, partigiani della libertà, affrontano le loro contraddizioni pur di vedere Roma scevra da ogni despota. Eppure giungerà anche per loro la vendetta della storia; e finiranno uccisi.

Bruto e Cassio sono i personaggi più presenti e vivi nella tragedia e, nonostante la sconfitta finale contro Ottaviano e Marc'Antonio, sono sempre rispettati come uomini d'onore. Cesare, invece, è solo un'ombra sullo sfondo, anche se è il protagonista delle loro speculazioni, e appare umano, debole seppur ambizioso, quanto meno non superiore agli altri. 

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog