Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

5 lug 2013

Memorie - Voltaire (Autobiografia - 1789)

"Mentre conducevo nel mio ritiro la vita più dolce che si possa immaginare, provai il piccolo piacere filosofico di constatare che i re d'Europa non godevano di una simile tranquillità, e ne conclusi che la situazione di un privato è spesso preferibile a quella dei più grandi monarchi, come voi stessi potete giudicare".

Dopo il sereno ritiro in campagna dalla marchesa del Chatelet, e gli intriganti scambi epistolari con Federico II il Grande, Voltaire si sposta in Prussia alla corte del sovrano. Siamo negli anni della guerra di Successione austriaca e in quella dei Sette anni e queste memorie sostanzialmente raccontano il difficile rapporto, di amicizia e diffidenza, tra il filosofo e il re. Prima di iniziarlo però Voltaire dedica alcune pagine spietate al ritratto del re Federico Guglielmo, padre di Federico, uomo assai rozzo, ignorante, brutale e avido. È la tecnica del contrasto che Voltaire usa: da una parte un padre zotico e ignorante, dall'altra un figlio delicato e colto. Delicato e colto però solo nel privato. La sua politica, specialmente quella estera, infatti, secondo Voltaire ha nella spregiudicatezza e a momenti nell'intolleranza i suoi tratti caratterizzanti.
Leggiamo dunque, tra aneddoti, qualche malizia, qualche disgrazia mal sopportata ma presto dimenticata e della compagnia della nipote di cui conosciamo l'affetto verso il filosofo, un documento storico di un certo spessore. Si raccontano i turbolenti retroscena sui rapporti tra la Prussia, la Francia, l'Austria, in quegl’anni di guerre, ma anche dell’amore totalizzante per la conoscenza, per la cultura inglese, per la tranquillità e per la libertà che tanto ha segnato la vita del grande filosofo illuminista.

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