Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

2 apr 2013

Le notti d'ottobre - Gérard de Nerval (Racconto - 1852)


"Se tutti questi dettagli non fossero esatti, e se non cercassi qui di fare un dagherrotipo della verità, quante risorse romanzesche mi fornirebbero queste due storie d'infelicità e di abbruttimento! Ai ricchi manca il coraggio necessario a penetrare in simili luoghi, in questo vestibolo del purgatorio dove forse sarebbe facile salvare qualche anima..."

Parigi, almeno nella prima parte del racconto, è la protagonista assoluta di questa storia. Il narratore e protagonista, infatti, mancata una partenza fuori città, si abbandona per le vie della capitale francese in compagnia di un amico poeta. È notte e, alla ricerca di un posto dove cenare, sotto la luna, si perdono tra nomi di vie e locali del centro della città e tra discussioni vane e insignificanti. E mentre la notte avanza, mentre conosce prostitute, ubriaconi e venditori abusivi, il protagonista sprofonda negli inferi (e in questo frangente sono numerose le citazioni faustiane e dantesche). Solo alle prime luci del mattino riuscirà a lasciare la città per inoltrarsi nella provincia parigina per altre due notti.
Alcune pagine sono molto belle, molto ricche di citazioni. Il racconto è costellato di minuzie e a ciascuna di esse dedica dei brevi quanto intensi capitoli. Sembrerebbe la vittoria del realismo. Eppure questo oggettivismo, che si perde in dettagli e frammenti assolutamente irrilevanti, si dissolve quando il narratore ricorda o descrive sogni fantastici, allucinati, stravaganti. Realismo insolito e bizzarro se, nel descrivere un sogno, l'autore cita Poe...
Interessanti e moderne, spesso anche ironiche, le riflessioni sul romanzo, sulla sua natura, sul realismo, sulla curiosità del lettore-Nerval che vorrebbe conoscere ogni dettaglio della giornata del protagonista, ma che poi si perde in visioni oniriche e allucinate.

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