Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

20 gen 2014

Sicilia dimenticata - Diego Barucco (Saggi - 2013)

"Così come altri luoghi quelle meravigliose pietre rimangono ancora lì in silenzio, in attesa che qualcuno le svegli dal lungo sonno secolare, mentre noi semplici curiosi non possiamo far altro che mostrarle e dare maggiore consapevolezza della loro esistenza prima che il tempo inesorabile le faccia sparire, cancellandole anche dalla nostra memoria".

Diego, amico fraterno con cui ho condiviso escursioni, confronti, tramonti, notti stellate, viaggi, ha messo su carta i resoconti dei suoi viaggi in una terra bellissima e disgraziata allo stesso tempo. E c'è tutto se stesso, il suo amore per questa isola che rischia il collasso della microstoria, la sua passione per la ricerca e la scoperta, il suo interesse per la storia, per la fotografia, per la musica che solo certi cieli e certi luoghi riescono a intonare. In questo "Diario di viaggio”, come da sottotitolo, leggiamo di luoghi toccanti per bellezza, fascino e spesso, ahimè, per degrado. Diego, facendosi testimone oculare, e con a tracolla la sua reflex, ha la forza delle parole e delle immagini dalla sua parte per documentare tutto ciò, con la speranza di sensibilizzare, ma anche e soprattutto per ricordare. Da buon siciliano, l'autore non può non subire il fascino della malinconia, dei ricordi, la rabbia verso l’oblio e l’incuria. Solo nella memoria, infatti, noi sappiamo dire chi siamo oggi, possiamo intravedere cosa saremo domani. Questi reportage e queste foto, nella sostanza, non sono nient'altro che un recupero di storie dimenticate, una discesa nei pozzi profondi di storie lontane il cui unico fine è riconquistare un'identità. E nel raccontare questa Sicilia, in fondo, l'autore cerca se stesso, le sue passioni, le sue fatiche dell'esistenza, le sue emozioni, la sua identità appunto.

È un libro di ricordi, di storie personali, di immaginazione, di speranza, di meraviglie, ma è anche il racconto delle fughe dalle bruttezze delle nostre città, della vita di tutti i giorni. Un libro che racconta una passione, le contemplazioni di echi lontani, sperdute nel tempo. Una passione che però si tramuta in fervore, denuncia e collera quando, accantonate le subitanee emozioni, si scontra contro la noncuranza degli uomini e della loro ignoranza.
Un diario romantico se vogliamo, che evoca e in qualche modo ripercorre le avventure degli intellettuali di fine Settecento che intrapresero il Gran Tour alla ricerca della bellezza del passato e di se stessi.

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