Presentazione


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Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

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16 gen 2022

Classifica: i più belli e i più deludenti del 2021

L'anno appena passato, che disgraziatamente e storicamente si è caricato il peso del precedente, per me è stato sì povero di viaggi veri e concreti, ma allo stesso tempo è stato intenso dal punto di vista intellettuale. È vero, non sono tantissimi i libri che ho letto (solo 30), tuttavia c'è stato dietro un impegno di studi accademici che, in fin dei conti, mi fanno sorridere. Così ho ripreso in mano, tra gli altri, volumi di estetica, di morale, di filosofia antica, di politica, ricordandomi che c'è sempre da imparare con entusiasmo. Che si è sempre, se lo si vuole, giovani appassionati studenti che si meravigliano di fronte alla conoscenza... Oltre agli studi, non posso dimenticare Proust (che è diventato quasi un'ossessione), Bufalino, Cioran, Nietzsche, che mi hanno accompagnato fedelmente durante l'anno con la loro profonda dolcezza mista a feroce sofferenza.

Ma ecco la mia classifica del 2021:

1. Niente di nuovo sul fronte occidentale

2. Proust a Grjazovec 

3. La letteratura e il male

4. Contro la memoria 

5. Vita di Beethoven 

Il romanzo di Remarque l'ho trovato strepitoso, da leggere a scuola per l'intensità del messaggio e dello stile, così come ho trovato esaltante, e direi vitale, l'idea che ha Czapski di Proust. Un Proust che nelle originali pagine di Piperno affronta il senso e l'importanza del ricordo e quello dell'oblio. Il tema del male per affermare la volontà e la libertà nel saggio di Bataille è motivo di ulteriore riflessione per me, mentre la biografia di Rolland merita un posto in classifica per la passione con cui è scritta.

Qualche libro deludente c'è stato; nulla di illeggibile però, sebbene il manuale di Douglas Mortimer sia solo didascalico, il romanzo di Ilaria Tuti non abbia climax e i quaderni di Rilke siano lenti e a tratti noiosi.

8 dic 2021

Fiore di roccia - Ilaria Tuti (Romanzo - 2020)

"Strofino abiti di morti. Chi ce li ha dati non aveva ferite tali da far sgorgare tutto questo rosso sulla valle. Ancora una volta, nulla può andare sprecato e allora il sangue tinge la trama più profonda, penetra nei recessi come un'epidemia, con quella particolare sfumatura di rosa che non ricorda un'alba o petali di fiore, ma le viscere di un corpo abbandonato sul campo di battaglia: la speranza divelta".


1915, Friuli, Alpi Carniche sul fronte del Pal Piccolo. Alcune ragazze, ogni notte, con indosso gli scarpetz ai piedi, salgono silenziose al fronte per portare armi, cibo, medicinali, biancheria ai soldati italiani in trincea. E quando tornano capita che portino con loro anche le barelle con i corpi dei morti. Sono forti quelle donne, resistono alla fatica, al dolore, al freddo e alla sensazione di morte che le accompagna. Sono dei soldati, insomma. La protagonista, Agata Primus, racconta la sua storia e non può non condividerla con quella delle sue compagne. Sono donne e ragazze come i fiori di roccia, le delicate seppur forti e resistenti stelle alpine, e allo stesso tempo sono piene di speranze e di sogni. Accettano il sacrificio, accettano di affrontare il pericolo, accettano l'idea dell'oblio...

Nel romanzo spiccano l'amicizia tra Agata e il comandante Colman (tra le pieghe del racconto c'è la premessa a una storia d'amore, un amore timido però, mai esploso), il ferimento di un giovane cecchino austriaco da parte della ragazza e le pericolose cure clandestine, la morte eroica dello stesso comandante. È una storia senza un vero e proprio climax, tutto sembra sospeso, lineare, quasi rassegnato. Il romanzo però ha il merito straordinario di ricordare le portatrici Carniche, la loro storia passata in secondo piano se non addirittura sconosciuta.

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