Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

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23 ott 2023

Dalla parte di Proust - Stefano Brugnolo (Saggio - 2022)

"Per molti aspetti Proust è stato un grande pensatore. Uso a bella posta questa parola, che ad alcuni farà storcere il naso. Quando si è letta la Recherche la sensazione è quella di vedere il mondo da un'altra prospettiva, con altri occhi o occhiali. Cambia la visione, ma non nel senso della Weltanschauung, bensì in quello che punta a privilegiare il vedere (o il percepire o il sentire) rispetto al sapere (inteso come insieme di nozioni acquisite e date per scontate). Per poter apprezzare il pensiero di Proust occorre dunque liberarsi dall'idea che l'unica forma di pensiero valido sia quello proposizionale, concettuale, che procede per argomentazioni e dimostrazioni logiche"


La Recherche, si sa, può apparire, nella sua monumentalità, un romanzo difficile. E non è una percezione sbagliata in fin dei conti. Eppure questo romanzo assoluto, poliedrico e totale è disponibile a dialogare con tutti e a destare forti emozioni e riflessioni. Proust è un autore moderno, da subito un classico e quindi uno scrittore contemporaneo, attuale, in grado di dirci qualcosa di nuovo anche oggi. Una narrativa, quella proustiana, carica di verità teoretiche. Nel senso che lo scrittore, partendo da osservazioni sensoriali e particolari (gesti, espressioni facciali e verbali, situazioni), riesce a sviluppare e a recuperare leggi universali. Narrativa, saggistica, immaginazione, intelligenza analitica, metafora convergono nell'opera proustiana e tutti i personaggi, l'autore stesso e ovviamente il lettore sono costretti a misurarsi con le proprie intime verità, che solitamente tendono a nascondersi e a mistificarsi. Un romanzo alla ricerca della verità, dunque. Uno scrittore che è al contempo un filosofo, che studia i processi selettivi della memoria fluida, una memoria metamorfica che trova, però, una salvezza solo nell'arte, nella letteratura, nel romanzo che ha appena finito di scrivere. È questo il tema della percezione della memoria del tempo. 

Brugnolo riflette anche sulla capacità straordinaria di Proust di teorizzare la letteratura, che trova nella Recherche uno sviluppo organico e minuzioso del Contro Sainte-Beuve. Il suo metodo analogico-metaforico, che secondo l'autore ricorda il metodo mitico di Joyce, è utilizzato sempre e solo per cercare la verità, sia essa parziale, sia essa totale. Capacità interpretative che lo avvicinano alle intuizioni che Freud ha avuto nei suoi studi sul sogno e sulla psicoanalisi. 

In un capitolo è studiato, inoltre, il rapporto che l'autore della Recherche ha con la storia e la società. Un interessante confronto tra le tesi sostenute da Charlus (personaggio tra i più interessanti dell'intero romanzo) e quelle di Schmitt e della sua idea politica di destra secondo cui essa sta tutta nella distinzione tra amico e nemico. Confronto azzardato a primo sguardo, ma che invece cela germi di verità. Rapporti di società che si semplificano nelle pagine, per esempio, dedicate al caso Dreyfus, tanto discusso nei salotti dell'alta borghesia. 

Nel saggio c'è spazio per alcune considerazioni su lettori e critici di Proust, come Orlando (il maestro dell'autore del volume), Curtius, Ginzburg, Lavagetto, Sartre. Per concludere con un confronto tra Mallarmé e lo stesso Proust sul ruolo della letteratura (dopo la morte di Dio e di tutti i valori) come alternativa della religione. La letteratura, dunque, non intesa come arte per l'arte, bensì come la sola in grado di dare senso alla vita. 

L'ultimo capitolo riguarda i temi dello snobismo, della gelosia, dell'omosessualità, dell'ebraismo trattati con la profondità analitica di Proust e accompagnati genialmente dalle sue toccate comiche. Proust come sociologo quindi, che interpretando il suo tempo dei salotti alto-borghesi e aristocratici ne ha profetizzato il nostro.

L'impressione (positiva) è che il critico legga il capolavoro proustiano in una chiave di lettura deplatonizzante, lontana da quella di Deleuze, più legata a principi empirici, anti-metafisici e immanenti. Sullo sfondo, invece, aleggia Freud. Non tanto come lettura psicanalitica della Recherche, quanto di una coppia, Proust-Freud, che per vie diverse e con metodi diversi è stata in grado di intuire e descrivere quei lati oscuri e quasi impenetrabili della nostra mente.

Gli argomenti sono analizzati con lo sguardo dell'accademico, ma anche con la pazienza e la semplicità del divulgatore. Uno dei migliori saggi dedicati a Proust in questi ultimi anni.

10 gen 2010

Libri letti nel 2009

1. Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (1963 - Romanzo)

Un libro importante, non c’è che dire; importante per la realtà che racconta, degli incontri che prima e durante il ventennio Natalia e la sua famiglia fanno, per l’idea stilistica che vi sta dietro, ma l’ho trovato noioso e poco avvincente, scevro di importanti riflessioni sui fatti narrati.

2. Ribellione e avanguardia fra le due guerre - I libri e le carte di Marcello Gallian (2008)

Libro su una mostra che è stata allestita all’Università su Gallian, uno scrittore fascista, amico e collaboratore di scrittori come Montale e Bontempelli.

3. Lo scialle nero di Luigi Pirandello (1900 - Racconti)

La prima raccolta delle Novelle per un anno del gigantesco Pirandello, che in verità trovo molto vicino alle tematiche verghiane e quindi dal sapore già provato…

4. Argo il cieco di Gesualdo Bufalino (1984 - Romanzo)

Capolavoro. Un romanzo che non ha eguali per intensità emotiva nella bibliografia bufaliniana. Esempio eccellente di romanzo postmoderno

5. Il diavolo in cattedra di Piergiorgio Odifreddi (2003 - Saggi)

Un libro che ripercorre tutta la storia della logica. Alcuni capitoli però, come sottolineato dallo stesso autore, sono leggibili solo dagli addetti ai lavori, e questo ha un po’ rallentato e ammortizzato il piacere della lettura.

6. La vita nuda di Luigi Pirandello (1902 - Racconti)

Una raccolta il cui tema principale mi è sembrato la donna e il suo rapporto problematico con il sesso, con l’uomo con la morte. Detto così potrebbe sembrare interessantissimo, ma ho trovato i temi troppo ripetitivi e a volte noiosi.

7. Opinioni di un clown di Heinrich Boll (1963 - Romanzo)

È la storia di un clown che nell’arco di pochissimi giorni racconta dalla camera da letto la sua solitudine e la sua avversione, da protestante “monogamo”, verso il cattolicesimo che, in qualche modo, gli ha portato via la sua unica idee fixe, Maria, la sua compagna. Un bel viaggio verso la solitudine.

8. La nuova Atlantide e altri scritti di Francis Bacon (1627 - Saggi)

Un libro che insegue la moda dei viaggi utopici, in cui si descrive la vita degli abitanti di un'isola immaginaria, dove la scienza è posta al loro servizio (un’utopia anche per noi…)

9. Ecclesiaste (Qoèlet) di autore Anonimo (150 a. C. (?) - Testo religioso)

Considerato il testo biblico più pessimista e molto vicino al pensiero scettico e stoico (e per questo appare anche contraddittorio…).

10. La rallegrata di Luigi Pirandello (1902 - Racconti)

Finora la raccolta delle novelle che più mi ha colpito il cui tema principale è la morte e il suicidio.

11. Perché non possiamo essere cristiani di Piergiorgio Odifreddi (2007 - Saggio)

Libro che avevo già letto lo scorso anno ma ho voluto riprendere per il mio sempre costante interesse verso il tema agnostico-ateo (ne ho scovato sviste e imprecisioni che confermano il mio giudizio di subordinazione rispetto al ben più articolato e profondo Trattato di ateologia di Onfray. Tra l’altro i limiti della ricerca di Odifreddi stanno tutti nel fatto che lo stesso lavoro era già stato realizzato alla fine del ‘700 da un tizio di nome Voltaire…).

12. Perché non possiamo non dirci “cristiani” di Benedetto Croce (1942 - Saggio)

Testo di un idealista per ascoltare anche le ragioni della parte avversa…

13. La grande storia della prima guerra mondiale di Martin Gilbert (1994 - Saggio in 2 volumi)

Un libro davvero interessantissimo in cui ho scoperto particolari e aneddoti curiosissimi.

14. La luna e i falò di Cesare Pavese (1950 - Romanzo)

Romanzo di memoria che mi ha colpito positivamente

15. Canti di Giacomo Leopardi (1837 - Poesie)

Rilettura delle poesie che più mi hanno condizionato. Magnifiche.

16. L’uomo solo di Luigi Pirandello (1902 - Racconti)

Racconti il cui tema è il mondo, la sua visione pessimista sull’uomo e sulla solitudine.

17. Il colonnello di Chabert di Honoré de Balzac (1832 - Racconto)

Un bellissimo racconto lungo su un glorioso colonnello napoleonico che, creduto morto, non riesce a farsi riconoscere… non ricorda un certo Mattia Pascal?

18. Dostoevskij mio marito di Anna Grigor'evna Dostoevskaja (1916 - Biografia)

Una intensa biografia sull’immenso scrittore russo scritto dalla seconda moglie, ricco di aneddoti e pieno di sentimento.

19. I fiori del male di Charles Baudelaire (1861 - Poesie - Traduzione di G. Bufalino)

Rilettura delle celebri liriche che tanto hanno sconvolto e rivoluzionato il modo della letteratura.

20. Lettera al padre di Franz Kafka (1919 - Lettera)

Pagine dolenti e accusatorie; intime.

21. Galateo di Giovanni della Casa (1555 - Saggio)

Nonostante i noiosissimi precetti e, almeno oggi, ovvi divieti, mi ha permesso di riflettere sulle condizioni storiche, sociali e stilistiche nel Rinascimento italiano.

22. Platone segugio di Silvio Aparo (2009 - Romanzo)

Un giallo, ambientato durante una delle visite di Platone a Siracusa, del di un mio paesano che ha già pubblicato diversi libri in piccole case editrici private.

23. Il buon senso dell'ateismo di Chiara Petroni (2007 - Tesi di laurea)

Una tesi di laurea scaricata dal sito dell'U.A.A.R., interessantissima soprattutto perchè cerca di rivalutare la figura di uno quasi sconosciuto filosofo Illuminista a me caro, d'Holbach.

24. Memorie scritte da lui medesimo di Giovanni Giacomo Casanova (1798 - Biografia)

Una incredibile biografia che tratta dei suoi primi venti, venticinque anni di vita. Un vivace ritratto dei costumi e degli intrighi vissuti in un'epoca ancora schiava di ipocrisie

25. Sistema della natura di Paul-Henri-Dietrich de Holbach (1770 - Saggio)

La Bibbia dell'ateismo, il testo (quasi impossibile da trovare) che ha sistematizzato l'intero pensiero ateo.

26. Le avventure di Gordon Pym di Edgar Allan Poe (1838 - Romanzo)

Rilettura di un romanzo alla ricerca - non trovata - di emozioni che in passato mi sconvolsero.

27. Histoire d'O di Pauline Réage (1999 - Romanzo)

Romanzo erotico che strizza fortemente l'occhio alle follie dei romanzi sadiani. Qui però, meno estremo nelle macchinazioni sadiche, la psicologia della protagonista, O, è fortemente caratterizzata nei suoi momenti di assoluta dedizione all'amante ma anche nelle sue paure di donna, di essere umano.

28. La mosca di Luigi Pirandello (1904 - Racconti)

Quasi tutti noiosi (a parte Mondo di carta che ho trovato notevole) questi racconti, a tratti fortemente verghiani, sembra si rivolgano al tema della follia e della paura vero qualcosa di indefinito come ad esempio il progresso.

29. La peste di Albert Camus (1947 - Romanzo)

La peste colpisce una città algerina, Orano. Tutti i cittadini si trovano rinchiusi nella città-teatro-prigione, senza via di fuga se non nella morte o nella lotta. Un romanzo-metafora sull'esistenza dunque. Un'esistenza in cui la lotta per sopravvivere diventa senso dell'assurda esistenza.

30. Trattato teologico-politico di Baruch Spinoza (1670 - Trattato)

L'esame della Bibbia che Spinoza compie se da un lato annoia con i capitoli dedicati all'analisi filologica, dall'altro si fa esempio di assoluta tolleranza e modernità. Un libro capitale.

31. Umano, troppo umano I - II di Friedrich W. Nietzsche (1878 - Pensieri e aforismi)

In due volumi, sotto forma di pensieri e aforismi, sembra il libro più illuminista di Nietzsche. Profondo, introspettivo, alle volte folgorante (tanto da ispirare Freud per le sue ricerche...) è un libro ancora attuale, alle volte purtroppo inattuale.

32. Pomo pero di Luigi Meneghello (1974 - Romanzo)

Romanzo di ricordi in cui non sono mancate pagine commoventi, esilaranti, intelligenti, nostalgiche, come nello stile dello scrittore veneto. Il libro in sè è molto godibile ed espressivo nella sua frammentarietà, sebbene alcuni termini dialettali non siano del tutto e profondamente comprensibili.

33. Il maestro di Regalpetra di Matteo Collura (1996 - Biografia)

Appassionante biografia ricchissima di aneddoti, ben raccontata, strutturata secondo precise scansioni cronologiche. Sebbene Sciascia non sia un Autore che ami particolarmente, questa biografia ne ha sviscerato la grandezza intellettuale; una grandezza che ammiro e che desidero approfondire.

34. Visita a Rousseau e a Voltaire di James Boswell (1764 - Diario)

Pagine di diario in cui si raccontano gli incontri che un giovane scozzese, narcisista, calcolatore ma anche sincero, ha voluto e avuto con i due grandi mostri sacri del pensiero francese di fine '700. A tratti interessantissime e curiose le descrizioni degli incontri.

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