Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

Visualizzazione post con etichetta Twain. Mostra tutti i post
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16 giu 2013

Imprecazioni d'autore - Mark Twain (Aforismi)

"Le cosiddette nazioni cristiane sono le più illuminate e progressiste... ma nonostante la loro religione, non per suo merito. La Chiesa si è opposta a ogni innovazione e scoperta da Galileo ai nostri giorni in cui l'uso dell'anestesia in occasione di una gravidanza è considerato peccaminoso perché elude la maledizione biblica pronunciata contro Eva. E ogni passo intrapreso in astronomia e geologia è stato avversato dal fanatismo e dalla superstizione. I Greci ci hanno superato per cultura artistica e architettonica 500 anni prima della nascita della religione cristiana".

Estratti dalle opere dello scrittore americano, questa raccolta di "238 aforismi rabbiosi"ci dipinge un uomo furente. Ma non è una rabbia secca, asciutta, è invece carica di umorismo irriverente e di ammiccamenti con se stesso e il lettore.
Sono denunciati tutti i grandi temi della vita: l'amore, l'uomo, Dio e da questo pessimismo profondo, da questa amarezza sconfinante nasce la rabbia, l'ira, il desiderio sfrenato di imprecare contro il mondo.

Un libretto che si legge d’un fiato, che dietro un sorriso a fior di labbra nasconde del fiele.

25 apr 2010

Le avventure di Tom Sawyer - Mark Twain (Romanzo - 1876)

"Tom si disse che il mondo non era poi così brutto. Senza saperlo, aveva scoperto una delle grandi leggi che governano le azioni degli uomini, e cioè che per indurre un uomo o un ragazzo a desiderare ardentemente una cosa basta rendere quella cosa difficile da ottenere"

La lettura delle avventure di questo ragazzetto ha un sapore preciso, distinto: il sapore della nostalgia, del ricordo per un'età che, frettolosa, si perde e da adulti vanamente si ricerca con un pizzico di malinconia e commozione. Sembra un libro per soli ragazzi, un libro di spericolate vicende in cui i protagonisti sono dei ragazzini che si divertono e si "inventano" eroi durante un'estate americana. In realtà non è rivolto solo a loro. E' il racconto di memorie mischiate e alterate dalla fantasia di uno scrittore, Mark Twain, che sognava l'infanzia, la sua probabilmente, che diverte, certo, ma che alla fine lascia un senso d'amaro in bocca, l'amaro appunto della malinconia. Un libro quindi anche per chi nostalgicamente intende rivivere una perduta infanzia di luci abbaglianti e di estati spensierate, per chi nell'infanzia ravvisa un ciclo di libertà e di opportunità.
Seppur infantili e ingenue, le riflessioni del piccolo e furbo Tom appaiono profonde. Ne viene fuori uno straordinario ritratto che lo scrittore americano fa dell'infanzia. Spensierata, con il broncio solo per pochi istanti dopo una sonora sgridata, felice, curiosa, avventuriera, furba, romantica; mitica. E' una stagione eroica e gloriosa dunque, che spiega il tempo con il gioco, la natura con la magia, la vita con la libertà, in una sintesi coerente e brillante che solo la maturità, pietosamente, proverà a smantellare.
Il libro si legge facilmente, le battute dei dialoghi poi rallegrano, e l'ironia spesso sfocia in comicità. Diverte pure l'autoironia di Twain quando, imbastito un dialogo con il lettore, si prende in giro o lo prende in giro.
Forse le avventure non sono originalissime (sono prese in prestito da storie di pirati), non sono tantissime, ma la furbizia di Tom, la sua capacità di adattamento, il suo spirito libero e dominante sono di gran lunga più interessanti e istruttivi dell’ingenua stoltezza, spesso imbarazzante, di un Pinocchio.

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