Presentazione


Presentazione

Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.

Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.

È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.

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13 lug 2023

Tolleranza - Maria Laura Lanzillo (Saggio - 2001)

"Dal XIX secolo la riflessione si concentra perciò sul diritto alla libertà religiosa e al riconoscimento del pluralismo sociale, concezioni che sia si ricollegano ad esigenze etiche sia si pongono come limite all'onnipotenza dello Stato e che segnano l'intrecciarsi della vicenda della tolleranza con la moderna storia dell'affermazione dei diritti dell'uomo, determinando conseguentemente il compimento della lotta per la tolleranza"


Dopo l'affermazione muscolare dell'intollerante compelle intrare dei primi secoli della cristianità, con l'Umanesimo dialogante di Cusano, con il pluralismo di Pico della Mirandola e, soprattutto, a seguito della Riforma protestante l'idea della tolleranza diventa rivoluzionaria. Se, però, i riformati rivendicano di essere riconosciuti, allo stesso tempo, con la condanna a morte di Serveto da parte di Calvino, si macchiano di intolleranza e la soluzione del problema si fa politica. I riformati radicali, infatti, pretendono non solo di essere considerati liberi, ma anche che lo Stato e la chiesa siano separati. Si discute, quindi, dei valori della diversità e dell'errore e anche del sistema di rappresentanza. E mentre in Europa infuriano le sanguinosissime guerre di religione, il pensiero filosofico di Bodin si porta avanti nel riconoscimento che la verità unica in campo religioso è solo un mito e che la questione è soltanto di coscienza.

Nella storia della tolleranza e della sua lotta per affermarsi (ripercorsa per sottolineare come sia stata un segnale della crisi politica e sociale da cui si struttura e nasce l'epoca moderna), specialmente dal Seicento in poi, la tolleranza è rivendicata non solo come via di affermazione statuale, ma anche come sentiero che deve portare al riconoscimento dei diritti privati dell'individuo e del cittadino. Questione che diventa centrale nel pensiero del grande Bayle (unico ad ammettere gli atei nel tavolo della discussione), dell'antipapista Locke, dello scettico e antideista Hume e del non sempre coerente Voltaire.

Dalla Rivoluzione francese in poi, la riflessione si sposta sulla libertà religiosa e sul riconoscimento del pluralismo delle opinioni. E se in epoca moderna, dunque, il problema è teologico-politico, dal XIX secolo, con l'affermazione della società civile e delle rivendicazioni democratiche, non si discute più di tolleranza, ma di libertà e di diritti riconosciuti. Nel XX secolo, invece, con la crisi dello Stato costituzionale e della cittadinanza, la tolleranza e la libertà non sono più solo di natura religiosa, ma anche e soprattutto razziale e sessuale. Fino ad arrivare ad autori come Adorno e Marcuse che vedranno nella tolleranza uno strumento repressivo utilizzato dalla borghesia...

Nell'epoca della globalizzazione, conclude l'autrice, la teoria sulla tolleranza si incrocia con quella sulla giustizia. E nelle democrazie dove è in crisi la rappresentanza politica, dove il conflitto non è più religioso ma culturale, si avverte ancora una volta un bisogno di riconoscimento e di tolleranza.

Un manuale veloce, non difficile; per avere un'idea generale di un argomento che ancora oggi non ha esaurito la sua carica riflessiva. 

27 apr 2014

Luoghi del pensiero - Franco Toscani (Saggio - 2011)

"Modesto, semplice, una cosa da poco è il sentiero di campagna, ma è una semplicità che vale oro, è una grande ricchezza, perché il suo ascolto e il suo ambito aprono la possibilità di una vita umana più degna e autentica".

Il prof. re Toscani racconta e analizza con un certo spessore e acume le esperienze di vita contemplativa che Heidegger ha provato a Todtnauberg, in una tranquillissima baita nel cuore dell'ombrosa e riflessiva Foresta Nera. Il saggio è anche motivo di riflessione sulle reciproche antipatie e incomprensioni tra il filosofo tedesco e il filosofo francofortese Adorno.
Luogo di quiete e di silenzio, Todtnauberg è stata fonte di ispirazione filosofica e poetica per il filosofo tedesco. È il suo luogo del pensiero, appunto. E qui, nella sua dimessa baita senza energia elettrica né bagno, Heidegger ha cercato di cogliere il senso della 'vita autentica'. Uno stile di vita, questo, che lo mette in relazione alla filosofia zen e, di certo, lo pone lontano dalle frenesie e dai rumori della nostra vita quotidiana, direi inautentica.

23 ago 2013

Nei mari estremi - Lalla Romano (Romanzo - 1987)

"Si fece buio. Fu quella, la vera sentenza. In quel momento l'ho perduto, ho saputo che l'avevo già perduto. Di colpo il tempo si era accorciato spaventosamente; come per uno che precipita e vede avvicinarsi la terra dove si sfracellerà".

Romanzo, diario, autobiografia, storia di un amore, storia di una morte; è il racconto di come la scrittrice ha incontrato il suo futuro marito, ma anche, e soprattutto, storia di premonizioni, dell'agonia, di come Innocenzo, il marito, si è inevitabilmente spento. Il mare sterminato ed estremo della la vita che contempla la morte, incontrollabile, bellissimo e mortale allo stesso tempo, è un abisso entro cui si perde e, necessariamente, ci si perde. Ma gli istanti persistono nella memoria e il loro ricordo deve essere di preparazione alla fatale morte. La storia, i ricordi della Romano, infatti, altro non sono che il racconto di istanti, di fotogrammi che cadenzano una vita di affetti e di intimità. E quanta infinita dolcezza mischiata a sottile intelligenza... 
Le pagine sono di straordinaria struggenza. Naturalmente le riflessioni sulla malattia, sulla morte, sono su una vita spesa insieme, sull'amore. Eros e Thanatos che camminano a braccetto ci parlano a bassa voce dell'agonia degli uomini che non è solo del corpo, ma anche dello spirito.

Al testo sono aggiunti i pensieri fulminanti - riecheggianti nel titolo gli aforismi di Adorno - dei "Minima mortalia". Appunti, pensieri, note raccolte e riportate per ribadire quanto piccoli episodi, a posteriori, possano sembrare premonitori di morte.

Un libro di spazi bianchi, di silenzi, dove ogni macchia d'inchiostro, ogni singola nota sospesa, possiede la luce del racconto.

19 nov 2011

Minima moralia - Theodor Wiesengrund Adorno (Saggio - 1951)


"La negazione della verità oggettiva attraverso il ricorso al soggetto include la negazione di quest'ultimo: non resta più nessuna misura per la misura di tutte le cose, che cade in balìa della contingenza e si trasforma in falsità. Ma tutto ciò rinvia al processo reale di vita della società".

Scritto tra il '44 e il '47 del secolo scorso, è un libro di pensieri e aforismi (153 per l’esattezza) sull'etica e sull'estetica. Già il sottotitolo, "Meditazioni della vita offesa", ci annuncia il disagio dell’uomo che ha subito la guerra, che subisce la tecnologia e il brutto. Se vogliamo, possiamo pensare al libro come a un invito alla riflessione sull'impegno politico, più nello specifico al ruolo che l’arte potrebbe avere sull’etica: l'estetica al servizio, a guida della politica. Ma nel prendere sul serio l’assoluto, il bello, l’arte, occorre prima di ogni cosa riconoscere che Hegel si sbagliava (e ciò non è difficile) e ribaltarlo considerando il tutto come falsità. Quindi è la critica delle apparenze, il rovesciamento di tesi e antitesi per una sintesi nell'idea della falsità, che ci dà il fondamento di tutto. Ecco perché credo sia un libro, oggi contraddittoriamente dal forte sapore reazionario, sul dovrebbe essere. L'incipit di tutto dovrebbe essere l'individuo, ma la cultura di massa e il 'kitsch' non permettono una piena realizzazione dell’uomo.
Quasi assillante, seppur in modi diversi, la presenza di Freud, di Marx, di Hegel e di Nietzsche, i pensieri di Adorno sono uno spaccato, solo all’apparenza disomogeneo, della cultura dell'uomo moderno occidentale, superstite di una guerra e del nazismo che hanno un peso non facile da sopportare (soprattutto se si è stato osservatore diretto e vittima). Le riflessioni del filosofo della Scuola di Francoforte sono dunque inevitabili e focalizzano la loro attenzione sulla stupidità dell'estremismo. Allora la riflessione è pure un'analisi spietata, perché sincera, di una società devastata dalla guerra, ma che in parte è ancora attuale. 

Un libro che forse pecca di generalizzazione; un'opera, per stile e contenuti, non facile e con idee, forse, oggi non del tutto freschissime.

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