In allegato a un manuale di storia della filosofia.
Un blog di postille irrazionali. Un blog personale insomma; tanto per contraddirmi.
Presentazione
Presentazione
Questo spazio è dedicato agli appunti, alle briciole di recensione irrazionali, che colgo, da lettore appassionato e spesso rapsodico, nei miei viaggi verso la lentezza e la riflessione. Briciole di recensione irrazionali dunque.
Briciole perché sono brevi, a-sistemiche, frammentarie, come un certo spirito moderno pretende. Non sono delle vere recensioni. Queste hanno uno schema e una forma ben precisa, mentre i miei sono più che altro appunti colti sul momento, associazioni d’idee, giudizi dettati dalle impressioni di un istante, da una predisposizione d'animo subitaneo, da un fischio di treno... E perciò li definisco irrazionali. Perché sfuggono da un qualsiasi schema predefinito, perché sono intermittenti, perché nella scelta di un libro, per via di una congenita voracità, spesso non seguo linee e percorsi definiti dalle letture precedenti, ma mi lascio trasportare dagli ammiccamenti o dalle smorfie di sfida che un libro sulla mensola della libreria mi lancia.
È un modo insomma di coltivare, di giocare, di prendere vanamente in giro la memoria, per conservare, catalogare e archiviare frammenti di ricordi e suggestioni che un giorno, magari, potranno farmi sorridere e, perché no, commuovere.
27 set 2020
23 set 2020
Una donna - Sibilla Aleramo (Romanzo - 1906)
Scritto in prima persona, è il racconto intimo e autobiografico di una donna che, dalla fanciullezza alla maturità, lentamente prende consapevolezza del suo stato di sottomissione nei confronti del marito e della società. Una consapevolezza, in un crescendo di maturazione esistenziale, che porterà la protagonista, attraverso un immane sacrificio, alla conquista della sua dignità. Dopo una fanciullezza di libertà e di gioia, in cui è intenso e tipicamente freudiano il rapporto con i genitori (pieno d’amore per il padre e ambivalente verso la madre), la quindicenne è costretta a lasciare gli studi e a sposare un uomo che l'aveva violentata, rubandole gli anni dell'adolescenza e della spensieratezza. Con un bimbo appena nato quindi, è reclusa in una prigione matrimoniale fatta di oppressione, di insensibilità, di rozzezza; destinata, come tante donne, a una vita di rassegnazione. È inevitabile che la giovane donna, a seguito delle ripetute violenze fisiche e psicologiche del marito, caduta in depressione, abbia tentato il suicidio. Ma l'amore smisurato verso il figlio, la passione per la scrittura e il trasferimento a Roma le daranno una parvenza, seppur fugace, di equilibrio e di indipendenza. Ma quando sarà costretta a ritornare nell'ormai odiato paese, i continui tradimenti e i feroci litigi con il marito la porteranno alla necessaria e anche alla più dolorosa decisione che possa prendere una donna: scappare da tutti e da tutto, abbandonare luoghi e affetti, perdere persino l'amato figlio. E ritrovare così la libertà e l'ordine in sé.
Con uno stile davvero avvincente ed emozionante, mentre la ribellione monta e dà forza a una donna che vuole solo riconquistare il suo ruolo e il suo ideale di libertà e felicità, leggiamo un libro dal forte sapore femminista che sarebbe utile, ancora oggi, assaporare e poi ricordare.